Graphiola phoenicis (Mong.) Poit.
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Filed As
Graphiolaceae
Graphiola phoenicis (Mong.) Poit. -
Identifiers
NY Barcode: 3020589
Occurrence ID: b3b3abbf-d7e0-4f2b-b8aa-d57ccd3168b9
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Feedback
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Kingdom
Fungi
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Division
Basidiomycota
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Family
Graphiolaceae
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All Determinations
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Distribution
BRIOSI e CAVAR A. _ I Funghi parassiti delle piante coltivate od utili. Ord. Ustilaginei. 207.— Graphiola Phoenicis (Moug.) Poit., in Ann. Scienc. nat. 1824 p. 473 t. 26 fig. 2 — Fischer, in Bofc. Zeit. 1883, p. 751, tab. 6 fig. 1-21 — Sacc., Syll. VII par. II p. 522. Sinon. P ha ci di uin Phoenicis in Fr.. Syst. Mycol. II p. 372 2 richodesmius Phoenicis Chev., Fior. Paris p. 3, p. 382, t. II fig. 1 — Roestelia Phoenicis Bonord., Handb. p- 55 e Schizoderma Phacidioides Kunze, in Flora 1876 p 281. O) co io o CSI o co o mi ! ili f ! $ * • u. ‘Qojoqa/XXk) , JBlÓ. "WiaamaJ-vouwjx) Sulle foglie della Palma da datteri (Phoenix dacty li ferii Limi.) si manifesta assai comunemente questo singolare parassita le cui affinità colle altre ustilaginee sono ve- ramente dubbie.. Il suo micelio si sviluppa nei tessuti delle foglie, ed i concettacoli fruttiferi erompono per tempo dall' epidermide in forma di urceoletti carbonacei, neri, rugosetti costituiti di un peridio esterno grosso, compatto, bruno (fig. 2 e 3) formato da fittissimo intreccio di ife; di un peridio interno, membranaceo incoloro, fugace, di ife fruttifere sottili, delicatissime (fig. 3), formanti uno strato alla base del con- cettacelo e frammiste a fasci o cordoni (fig. 3) relativamente grossi e lunghissimi che emergono dall’urceoletto (fig. 2) sotto forma di chioma, di color gialliccio. Questi cordoni sono dei veri organi di disseminazione delle spore, ic quali liberandosi dai filamenti fruttiferi aderiscono ai fasci sterili che si staccano poi e dal vento sono por- tati su altre foglie. Le spore si formano per gemmazione dagli articoli superiori dei filamenti fruttiferi (fig. 4) e sono dapprima globose, a membrana sottile e contenuto granulare; poi si dividono con un setto mediano in due cellule che finiscono per se- pararsi, assumere robusta membrana, contenuto omogeneo o con qualche goccio- letta oleosa. Germinando queste, o danno un filamento (promicelio? fig. 6 e 8) che si allunga assai, si divide con setti trasversali e si ramifica di poi, ovvero danno luogo a corti sporidi (fig. 7) che si staccano subito dalla spora madre e si mettono a ger- minare alla loro volta producendo un tubetto micelico. Le fasi evolutive di questo fungi Ilo sono state assi bene investigate da E. Fischer dal cui lavoro appunto vennero da noi tratte le fig. 5-8. Noi ottenemmo la germina- zione delle spore in brevissimo tempo, seminandole in gelatina da colture, lievemente acidula, ed osservammo la formazione del tubo germinativo, che si è voluto paragonare ad un promicelio, ma dal quale peraltro non si formarono sporidi. Da Palermo — Estate 1892. Communio, il Dott. Domenico Lanza.
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